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venerdì 1 luglio 2011

COLLE DI TENDA

Servirà forse a poco, ma almeno la mia lettera di "protesta " l'hanno pubblicata, e speriamo che Giannina Gancia faccia qualcosa!!
http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/rubricahome.asp?ID_blog=195
Jean

venerdì 30 aprile 2010

Anonimo benefattore paga la mensa ai bambini di Adro

Un anonimo (per scelta) imprenditore di Adro, in provincia di Brescia, ha saldato il debito contratto da alcune famiglie del paese con la mensa della scuola che era costato l'esclusione di alcuni bambini dai pasti. L'imprenditore ha scritto una lettera nella quale critica i suoi concittadini e soprattutto la politica.
Ecco la lettera:
«Mi vergogno di questa intolleranza»
Pago io la mensa per gli alunni poveri.
Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito
patrimonio di dignità. Ho vissuto i miei primi anni di vita in una
cascina come quella del film "L´albero degli zoccoli". Ho studiato molto
e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho
guadagnato i soldi per vivere bene. È per questi motivi che ho deciso
di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa
scolastica.

A scanso di equivoci, premetto che:

- Non sono "comunista". Alle ultime elezioni ho votato per FORMIGONI.
Ciò non mi impedisce di avere amici dì tutte le idee politiche. Gli
chiedo sempre e solo la condivisione dei valori fondamentali e al primo
posto il rispetto della persona.

- So perfettamente che fra le 40 famiglie alcune sono di furbetti che ne
approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Alcuni sono milionari e
vogliono anche fare la morale agli altri. In questo caso, nel dubbio sto
con i primi. Agli extracomunitari chiedo il rispetto dei nostri costumi
e delle nostre leggi, ma lo chiedo con fermezza ed educazione cercando
di essere il primo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non è
compreso nell´educazione.

Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che seduti in
un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che
la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo
cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma è a casa assistita da una
signora dell´Ucraina.

Vedo attorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi
ha di meno. Purtroppo ho l´insana abitudine di leggere e so bene che i
campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono
stati anni di piccoli passi verso il baratro. In fondo in fondo chiedere
di mettere una stella gialla sul braccio agli ebrei non era poi una
cosa che faceva male.

I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono.
Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare
l´asticella dell´intolleranza di un passo all´anno, prima con la taglia,
poi con il rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei
bambini, ma potrei portare molti altri casi.

Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno
del patronato. Noi eravamo poveri, ma non ci siamo mai indignati. Ma
dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano
quello che sta avvenendo?

Che non mi vengano a portare considerazioni "miserevoli". Anche il
padrone del film di cui sopra aveva ragione. La pianta che il contadino
aveva tagliato era la sua. Mica poteva metterla sempre lui la pianta per
gli zoccoli. (E se non conoscono il film che se lo guardino..)

Ma dove sono i miei sacerdoti. Sono forse disponibili a barattare la
difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo. Se esponiamo un bel
rosario grande nella nostra casa, poi possiamo fare quello che vogliamo?

Vorrei sentire i miei preti "urlare", scuotere l´animo della gente,
dirci bene quali sono i valori, perché altrimenti penso che sono anche
loro dentro il "commercio".

Ma dov´è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole
chiamare "partito dell´amore". Ma dove sono i leader di quella Lega che
vuole candidarsi a guidare l´Italia.

So per certo che non sono tutti ottusi ma che non si nascondano dietro
un dito, non facciano come coloro che negli anni 70 chiamavano i
brigatisti "compagni che sbagliano".

Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se credono
davvero nel federalismo, che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e
delle loro famiglie negli ultimi 10 anni. Tanto per farci capire come
pagano le loro belle cose e case.

Non vorrei mai essere io a pagare anche per loro. Non vorrei che il loro
reddito (o tenore di vita) venga dalle tasse del papà di uno di questi
bambini che lavora in fonderia per 1200 euro mese (regolari).

Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e
quanti soldi spende l´amministrazione per non trovare i soldi per la
mensa. Ma da dove vengono tutti i soldi che si muovono, e dove vanno?

Ma quanto rendono (o quanto dovrebbero o potrebbero rendere) gli oneri
dei 30.000 metri cubi del laghetto Sala. E i 50.000 metri della nuova
area verde sopra il Santuario chi li paga? E se poi domani ci
costruissero? E se il Santuario fosse tutto circondato da edifici? Va
sempre bene tutto?

Ma non hanno il dubbio che qualcuno voglia distrarre la loro attenzione
per fini diversi. Non hanno il dubbio di essere usati? È già successo
nella storia e anche in quella del nostro paese.

Il sonno della ragione genera mostri.

Io sono per la legalità. Per tutti e per sempre. Per me quelli che
non pagano sono tutti uguali, quando non pagano un pasto, ma anche
quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti o le
banche. Anche quando girano con i macchinoni e non pagano tutte le
tasse, perché anche in quel caso qualcuno paga per loro.

Sono come i genitori di quei bambini. Ma che almeno non pretendano di
farci la morale e di insegnare la legalità perché tutti questi begli
insegnamenti li stanno dando anche ai loro figli.

E chi semina vento, raccoglie tempesta!

I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione servizio
mensa, fra 20/30 anni vivranno nel nostro paese. L´età gioca a loro
favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa
di riposo. Ma quei giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di
oggi?

E se non ce lo volessero più cambiare? Non ditemi che verranno i nostri
figli perché il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando noi
adesso. È anche per questo che non ci sto.

Voglio urlare che io non ci sto. Ma per non urlare e basta ho deciso
di fare un gesto che vorrà dire poco, ma vuole tentare di svegliare la
coscienza dei miei compaesani.

Ho versato quanto necessario a garantire il diritto all´uso della
mensa per tutti i bambini, in modo da non creare rischi di dissesto
finanziario per l´amministrazione, in tal modo mi impegno a garantire
tutta la copertura necessaria per l´anno scolastico 2009/2010.

Quando i genitori potranno pagare, i soldi verranno versati in modo
normale, se non potranno o vorranno pagare il costo della mensa residuo
resterà a mio totale carico. Ogni valutazione dei vari casi che
dovessero crearsi è nella piena discrezione della responsabile del
servizio mensa.

Sono certo che almeno uno di quei bambini diventerà docente
universitario o medico o imprenditore o infermiere e il suo solo
rispetto varrà la spesa.

Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli faranno le
notti in discoteca o a bearsi con i valori del "grande fratello".

Il mio gesto è simbolico perché non posso pagare per tutti o per
sempre e comunque so benissimo che non risolvo certo i problemi di
quelle famiglie.

Mi basta sapere che per i miei amministratori, per i miei compaesani e
molto di più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono
solo.

Molto più dei soldi mi costerà il lavorio di diffamazione che come
per altri casi verrà attivato da chi sa di avere la coda di paglia. Mi
consola il fatto che catturerà soltanto quelle persone che mi onoreranno
del loro disprezzo.

Posso sopportarlo. L´idea che fra 30 anni non mi cambino il pannolone
invece mi atterrisce.

Ci sono cose che non si possono comprare. La famosa carta di credito
c´è, ma solo per tutto il resto.

Un cittadino di Adro

martedì 9 febbraio 2010

Lettera

Salve, sono un cittadino dell´Italianistan. Vivo a Milano DUE in un
palazzo costruito dal PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. Lavoro a Milano in una
azienda di cui è mero azionista il Presidente del Consiglio. Anche
l´assicurazione dell´auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente
del Consiglio, come del Presidente del Consiglio è l´assicurazione che
gestisce la mia previdenza integrativa. Mi fermo tutte le mattine a
comprare il giornale, di cui è proprietario il Presidente del
Consiglio.
Quando devo andare in banca, vado in quella del Presidente del Consiglio.
Al pomeriggio, esco dal lavoro e vado a far spesa in un ipermercato del
Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende
partecipate dal Presidente del Consiglio. Alla sera, se decido di
andare al cinema, vado in una sala del circuito di proprietà del
Presidente del Consiglio e guardo un film prodotto e distribuito da
una società del Presidente del Consiglio (questi film
godono anche di finanziamenti pubblici elargiti dal governo presieduto
dal Presidente del Consiglio).
Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo la TV del Presidente
del Consiglio,con decoder prodotto da società del Presidente del
Consiglio, dove i film realizzati da società del Presidente del
Consiglio sono continuamente interrotti da spot realizzati
dall´agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio.
Soprattutto guardo i risultati delle partite, perché faccio il tifo
per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario.
Quando non guardo la TV del Presidente del Consiglio, guardo la RAI, i
cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente
del Consiglio ha fatto eleggere.
Allora mi stufo e vado a navigare un po´ in internet, con provider del
Presidente del Consiglio..
Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in internet, leggo
un libro, la cui casa editrice è di proprietà del Presidente del Consiglio.
Naturalmente, come in tutti i paesi democratici e liberali,
anche in Italianistan è il Presidente del Consiglio che predispone le
leggi che vengono approvate da un Parlamento dove molti dei deputati della maggioranza sono dipendenti ed avvocati del Presidente del Consiglio,
che governa nel mio esclusivo interesse!!!!!!!!!!!!!
Per fortuna!


(J)

giovedì 30 ottobre 2008

Cari Prof...

Non è per difendere la riforma Gelmini (che non condivido), ma su LA STAMPA di oggi è pubblicata qs lettera che fa riflettere...
Una lettrice scrive:
«Riferendomi allo sciopero generale del personale della Scuola pubblica programmato per oggi, senza soffermarmi sul rapporto qualità/risultati, peraltro sotto gli occhi di tutti, del nostro sistema scolastico, vorrei precisare quanto segue: sono farmacista dipendente, laureata, lavoro 40 ore settimanali per uno stipendio pari a quello degli insegnanti (1.200 euro mensili) che però di ore effettive ne lavorano 20. Non so che cosa siano le vacanze natalizie, pasquali, e per quelle estive posso sperare di usufruire al massimo di 2, 3 settimane consecutive di ferie, lavoro al sabato, nei turni domenicali e festivi secondo la programmazione annuale.
«Mi si può obiettare che gli insegnanti sono oberati da assemblee e corsi di aggiornamento: benissimo, anche per noi è obbligatorio l'aggiornamento professionale da effettuarsi extra orario di lavoro e cioè nel giorno del riposo settimanale, o il sabato o la domenica o la sera tra le 20,30 e le 24.
«Qualcuno vuole fare cambio? Io sono a disposizione.
«Ah, dimenticavo: avete mai visto una farmacia chiusa per sciopero?...Io no!».
GABRIELLA AIROLA

J.

venerdì 18 luglio 2008

La lettera

Dopo tanti post "leggeri", questo propone un attimo di riflessione piu' seria.
Se vi siete un minimo interessati alla storia di Piergiorgio Welby, conclusasi in modo che personalmente ritengo "imbarazzante" con il rifuito da parte di ALCUNI MEMBRI della Chiesa di officiare i funerali al defunto (ho personalmente assistito a momenti nei quali altri membri della stessa Chiesa, tra cui don Derio di Fossano e don Gallo di Genova, hanno ufficialmente chiesto scusa per questo rifiuto), siccome è in corso un dibattito per la storia di Eluana Englaro, vi consiglio di leggere la lettera che è stata pubblicata oggi in prima pagina su LA STAMPA.
Superfluo ogni commento, ognuno trarrà considerazioni personali.
La trovate linkata QUI.
buon w.e.
J.

giovedì 24 maggio 2007

Posta Prioritaria

Gentile Luca Cordero di Montezemolo,
il presidente di Federmeccanica, che fa parte della Confindustria, dice che l’aumento di 100 euro all’anno chiesto dagli operai è “una proposta ridicola” perché ci metterebbe “fuori dal mercato”. E lei ha dichiarato che la ripresa economica dell’Italia è “esclusivamente merito delle imprese”. Eppure lei stesso ripete sempre che un’impresa non è fatta solo dagli imprenditori e dai manager, ma anche dai lavoratori. Dunque tutti dovrebbero essere premiati per il loro lavoro. Invece i manager in Italia guadagnano molto di più dei loro colleghi del resto d’Europa, mentre i lavoratori molto di meno. In Italia un operaio guadagna in media, al lordo, 21 mila euro, contro i 29 mila della Francia, i 32 della Svezia, i 35 del Belgio, i 37 dell’Olanda, i 39,7 della Gran Bretagna, i 41 della Germania, i 42 della Danimarca. Qualche anno fa, un tale disse: “se i nostri operai guadagnano poco, le macchine che gli facciamo costruire chi se le compra?”. Tra il 2000 e il 2005, secondo l’Eurispes, in Europa gli stipendi sono aumentati del 20%, in Italia del 13,7. Da noi gli stipendi dei lavoratori aumentano ogni anno del 2,7%, mentre quelli dei manager del 17%, otto volte l’inflazione. Le stipendio medio dei primi cento top manager italiani è di 3,4 milioni all’anno, 7 miliardi di lire: guadagnano 160 volte lo stipendio di un operaio, prendono in due giorni quello che un operaio prende in un anno. In ogni caso la Fiat, con le sue mani e con la cassa integrazione, s’è rimessa in sesto grazie a un manager come Marchionne. Che dunque si merita tutti i 7 milioni di euro che guadagna all’anno, poco meno di quelli che guadagna lei. Ma, se il mercato ha un senso, chi ottiene risultati dovrebbe guadagnare molto e chi va male dovrebbe guadagnare poco, o farsi da parte. Mi sa spiegare allora perché, visto come va la Telecom, il manager più pagato d’Italia è proprio Carlo Buora della Telecom, con 18.860 milioni di euro nel 2006 tra stipendio e liquidazione Pirelli? E perché Tronchetti Provera guadagna come Marchionne che ha risanato la Fiat? Poi c’è Cimoli, che ha così ben ridotto l’Alitalia: guadagna 12 mila euro al giorno, quello che un operaio guadagna in un anno. Il presidente di Air France guadagna un terzo: ma la compagnia francese è in attivo, mentre la nostra perde un milione al giorno. Dopo 2 anni e mezzo disastrosi, col buco Alitalia salito a 380 milioni, Cimoli per andarsene ha pure preso 5 milioni di liquidazione. Alberto Lina è l’amministratore delegato dell’Impregilo, capo-gruppo della ditta che smaltisce così bene i rifiuti in Campania: guadagna addirittura più di lei, 7,3 milioni. Anche lui prende in un giorno quanto un suo operaio guadagna in un anno. Dov’è il mercato? Dov’è la meritocrazia? La prima regola del mercato è che tutti rischiano qualcosa, e chi sbaglia paga. Voi top manager, invece, non rischiate mai nulla. Se avete successo, vi aumentate lo stipendio. Se fallite, ve lo aumentate lo stesso. Se vi cacciano, ci guadagnate una fortuna con le superliquidazioni. Poi passate a far danni da un’altra parte. E se non garantite la sicurezza o la salute dei vostri dipendenti, loro pagano con la vita, per voi c’è l’indulto. Con la certezza di morire di morte naturale, nel vostro letto. Gli operai invece muoiono al lavoro come le mosche, al ritmo di quattro al giorno. Andare a lavorare, in Italia, è più pericoloso che andare in guerra. Ogni anno muoiono 1250 lavoratori italiani, la metà delle vittime delle Torri gemelle, meno dei morti di tutto il mondo per attentati terroristici. E un milione restano feriti. Ora lei, dottor Montezemolo, è preoccupato che il tesoretto si disperda in mille rivoli. Giusto. Ma perché non parlate mai del tesorone dell’evasione fiscale, 200 miliardi l’anno? E del tesorone del lavoro nero e sommerso, il 27% del pil, cioè 400 miliardi? E del tesorone delle mafie, 1000 miliardi di euro? La legge sul falso in bilancio varata dal governo Berlusconi e finora confermata, in barba alle promesse elettorali, dal governo Prodi, consente a ogni impresa di occultare dai bilanci fino al 5% dell’utile prima delle imposte, al 10% delle valutazioni e all’1% del patrimonio netto. Centinaia di milioni di nero legalizzato per ogni grande gruppo. Una sorta di modica quantità di falso in bilancio consentita, come per la droga, per uso personale. Non vi vergognate di una situazione del genere, che vi rende tutti sospettabili? Il “mercato” è anche 25 anni di galera per chi trucca i bilanci, come in America: o no? Perché allora non avete detto una parola contro la depenalizzazione del falso in bilancio? Perché Confindustria non fa una grande battaglia per importare in Italia la legge americana sui reati finanziari? Vedrà che, recuperando un po’ di evasione, si potranno garantire case, asili e pensioni al popolo dei 1000 euro al mese, che con un giusto aumento di stipendio potrebbero fare un bel passettino in avanti. Perchè, come diceva quel tale, “se gli operai guadagnano poco, le macchine che costruiscono chi se le compra?”. A proposito: lo sa chi era quel tale? Non era Marx, e nemmeno il subcomandante Marcos. Era l’avvocato Agnelli. In attesa di un cortese riscontro, porgo distinti saluti.

Marco Travaglio