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lunedì 29 agosto 2011

Manifestazione sabato 10 e domenica 11 settembre 2011 a Roma (Piazza San Giovanni)


Due giorni in piazza per dire basta ai privilegi della Casta, alla corruzione, al malaffare, ai condannati in Parlamento. Per dire che non vogliamo che a pagare i costi della crisi e del fallimento economico del governo siano i giovani e le famiglie mentre la classe politica si guarda bene dall’intervenire sugli enormi costi della politica. Da Dario Fo, da Antonio Tabucchi a Margherita Hack a Flores D’Arcais la parte migliore del nostro Paese si mobilita e lancia un appello: torniamo in piazza a Roma il 10-11 settembre. La due giorni di Roma sarà preceduta, nelle settimane precedenti, da manifestazioni provinciali.
L’APPELLO
Siamo stufi di vivere quotidianamente i soprusi della Casta che pensa soltanto a conservare potere e privilegi.
Siamo stufi di chi ci governa, che fa pagare la crisi finanziaria esclusivamente agli italiani dai redditi più bassi e medi, i lavoratori, le donne, i pensionati e gli studenti e le famiglie.
Siamo stufi di questi politici che fino a ieri negavano l’esistenza della crisi economica e che anzi affermavano che sarebbe stata  necessaria solo una piccola manovra fiscale, in quanto l’Italia era sana dal punto di vista economico, addirittura il Paese messo meglio in Europa.
Siamo stufi di indagati e pregiudicati che siedono impunemente in Parlamento.
Siamo stufi di una Casta bugiarda che adesso rastrella i 70 miliardi di euro necessari a impedire il fallimento dell’Italia senza toccare i redditti alti e gli speculatori finanziari.
Siamo stufi di questa Casta che non ha la minima intenzione di ridurre gli enormi costi della politica che frena la crescita e penalizza le imprese sane a vantaggio degli evasori fiscali e di chi vìola le regole.
Per questo pensiamo che sia arrivato il momento di ribellarsi, facciamo Piazza pulita, con una mobilitazione che cominci con presidi in tutte le cittá italiane e che culmini con una manifestazione per il giorno sabato 10 settembre a Roma e una assemblea permanente il giorno 11 settembre.
Facciamo Piazza Pulita.
1897 miliardi euro Debito pubblico
79 miliardi di euro Manovra finanziara
17 miliardi all’anno Costo Province
8.000.000 Italiani in poverta’ assoluta
11.000 euro lo stipendio dei parlamentari
Chiediamo immediatamente:
  • La diminuizione del numero dei parlamentari
  • Il dimezzamento delle indennitá dei parlamentari
  • La revisione dei rimborsi elettorali ai partiti
  • Una seria e severa legge anticorruzione
  • L’abolizione delle province
  • L’eliminazione dei vitalizi dei politici a tutti i livelli
  • La cancellazione dei privilegi della politica: abuso di scorte ed auto blu, viaggi gratis non giustificati da impegni istituzionali, eccetera.
PRIMI FIRMATARI:
Oliviero Beha, Amedea Di Somma, Paolo Flores d’Arcais, Dario Fo, Jacopo Fo, Francesca Fornario, Alessandro Gilioli, Giulia Innocenzi, Margherita Hack, Massimo Malerba, Franz Mannino, Gianfranco Mascia, Adele Palazzo, Marco Quaranta, Franca Rame, Valeria Rossini,Guido Scorza, Antonio Tabucchi, Emanuele Toscano

Madrina

martedì 17 maggio 2011

Il Giornale

Netta sconfitta del centrodestra
La Moratti spera nel ballottaggio
Si profila un terremoto politico. Pisapia stacca la Moratti, alla sinistra Torino e Bologna. Ballottaggio a Napoli con De Magistris: escluso il candidato del Pd


Chissà quant'è costato all'allegra brigata del Giornale dover fare qs titolo ...

M.

giovedì 5 maggio 2011

giovedì 27 gennaio 2011

Mentre il nano fa festa il trota "lavora"


Il Trota ha fatto gol
 

Banche, fondazioni, autostrade, enti, municipalizzate: è bulimica la Lega Nord nel mangiarsi ogni fettina disponibile di sottogoverno, con tecniche ormai persino più sofisticate di quelle del mezzo secolo democristiano. Ma una forza politica "popolana" (copyright Bossi), oltre alla finanza e alle centinaia di altre poltrone di potere che promanano dagli enti locali controllati, non può trascurare il più popolare degli sport in Italia e in Padania: il calcio. Così Renzo Bossi, detto il Trota, che compare ormai quotidianamente al fianco del padre Umberto suscitando le ansie di tutte le paranze interne che lavorano sodo alla successione del capo carismatico e che temono la soluzione "dinastica", è stato incaricato di sviluppare il progetto pallone padano.

L'altro giorno a Barcellona, il Trota è stato nominato per acclamazione responsabile e delegato per l'Europa di Nf-Board. Di che si tratta ? Del calcio "Non Fifa" che, come spiega La Padania, "è un mondo fatto di passione, di entusiasmo, di sacrificio, di rispetto delle tradizioni, di amore verso la propria terra e verso il proprio popolo, attraverso quello strumento unico, semplice e meraviglioso al tempo stesso che è lo sport". Il Nf -Board, oltre alla Padania, comprende la Lapponia, le Isole Chagos, la Groenlandia, Gozo, Fiume, Cipro Nord e altri undici membri  espressione di  "minoranze non riconosciute". Promuove un campionato che nel prossimo giugno prevede il "Mondiale dei Popoli" femminile in Corsica e nel 2012 quello maschile in Kurdistan. Tra gli incarichi del giovane Bossi c'è quello di accrescere l'interesse "anche economico dell'universo calcistico Non -Fifa" costituito da un centinaio di squadre.

Nel giugno scorso a Gozo (Repubblica di Malta) il figlio prediletto del Senatur ha già presidiato col piglio del supermanager la partita Nazionale della Padania contro il Regno delle Due Sicilie, vinta per 2-0 portando i padani  per il terzo anno consecutivo nella finale dei campionati del mondo riservati  ai "Popoli senza nazione".

Intanto i maldipancia nel partito per l'onnipresenza di Renzo al fianco del padre e per l'evidente tentativo di deriva dinastica si moltiplicano, insieme alle tensioni locali che preparano il grande scontro finale sulla successione a Bossi, di cui peraltro nessuno può prevedere i tempi. Sintomatica la battaglia nel Veneto, faticosamente rientrata, tra il segretario uscente Giampaolo Gobbo e l'aspirante Flavio Tosi, il potente sindaco di Verona di cui si è ipotizzata persino l'uscita dalla Lega.

La scalata calcistica e non del Trota tiene banco nei discorsi interni persino più del federalismo quasi realizzato e del dare-avere con Berlusconi. Se Marina B. scende in campo per la successione dinastica del padre anatra zoppa (politicamente) perché non dovrebbe farlo Renzo B. ?

a.statera@repubblica.it
(27 gennaio 2011)


Madrina