32 anni NON devono farci dimenticare.
Il 5 maggio 1981 morì l'irlandese Bobby Sands, a seguito di uno sciopero della fame condotto ad oltranza come forma di protesta contro il regime carcerario cui erano sottoposti i detenuti repubblicani.
Storia d'Irlanda, storia di Europa.
Oltre 100 mila persone presero parte ai funerali.
Credo che la frase più bella in assoluto sia quella riprodotta su un murales di Belfast.
"La nostra vendetta saranno le risate dei nostri bambini".
j.
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domenica 5 maggio 2013
mercoledì 24 aprile 2013
25 aprile
In occasione del 25 aprile, pubblico una foto che rappresenta una storia.
Perchè certe storie hanno il dovere di essere raccontate.
Jean
Perchè certe storie hanno il dovere di essere raccontate.
Jean
Una foto, una storia che vale la pena raccontare.
Perche può dimostrare che c’è una speranza. Perché se un gesto vale una vita allora questo gesto ne vale migliaia. Perché nessuno ricorderà mai i nomi di tutte le mani tese quando in mezzo a loro ci sono due braccia conserte.
Quelle di August Landmesser.
Germania Nazista. 13 Giugno 1936, Cantieri navali di Amburgo. Il Fuhrer assiste al varo di una nuova nave. August Landmesser lavora come operaio, con la tessera del partito Nazista in tasca. Il Nazismo ha ormai il potere assoluto e senza tessera sarebbe impossibile anche solo sperare di lavorare.
Da qualche giorno gli hanno comunicato che a causa delle nuove leggi razziali il suo matrimonio con una donna ebrea è nullo, che le due figlie non potranno mai portare il suo cognome, che è accusato di aver “disonorato la razza” e che sarà processato. Non c’è appello nè possibilità di far valere le sue ragioni. Da una parte c’è lui, un operaio tedesco armato solo di forza di volontà e di braccia, dall’altra ci sono l’ideologia, la difesa della razza, la pretesa superiorità di un popolo, un ipotetico e folle onore da tutelare ad ogni costo. Così decide di strappare la tessera del partito e di usare l’unica arma che ha, le sue braccia, per manifestare il dissenso. E si schiera, da solo, contro la più micidiale e spietata macchina da guerra che l’umanità abbia mai conosciuto. Solo. Ed approfitta di quel varo del 13 Giugno per far vedere allo stesso Fuhrer che lui, almeno lui, non è d’accordo. E ci riesce. L’unico a non tendere la mano in mezzo a centinaia di altri. Un gesto apparentemente insignificante che però viene notato e, grazie a dio, fotografato. Il gesto è piccolo ma troppo forte anche per la dittatura più feroce. Troppo rischioso lasciare che anche un uomo soltanto si permetta di non essere d’accordo. Da quel gesto in poi, come aveva immaginato, la sua vita subirà una tragica spirale di conseguenze. Licenziato, ridotto sul lastrico, processato, incarcerato per due lunghi periodi di rieducazione, che però non arriverà mai. Quando viene scarcerato è solo per essere mandato a combattere forzatamente come ultima risorsa umana disponibile, poco prima del crollo del Nazismo. E infine ucciso e sepolto insieme ad altre migliaia di soldati improvvisati e sconosciuti. Se non ci fosse stata questa foto sarebbe rimasto senza memoria e senza giustizia. Senza quel gesto sarebbe stata solo un’altra mano tesa fra le altre.
Il suo essere in disaccordo lo ha reso l’unico, in quel momento, degno di chiamarsi Uomo.
Perche può dimostrare che c’è una speranza. Perché se un gesto vale una vita allora questo gesto ne vale migliaia. Perché nessuno ricorderà mai i nomi di tutte le mani tese quando in mezzo a loro ci sono due braccia conserte.
Quelle di August Landmesser.
Germania Nazista. 13 Giugno 1936, Cantieri navali di Amburgo. Il Fuhrer assiste al varo di una nuova nave. August Landmesser lavora come operaio, con la tessera del partito Nazista in tasca. Il Nazismo ha ormai il potere assoluto e senza tessera sarebbe impossibile anche solo sperare di lavorare.
Da qualche giorno gli hanno comunicato che a causa delle nuove leggi razziali il suo matrimonio con una donna ebrea è nullo, che le due figlie non potranno mai portare il suo cognome, che è accusato di aver “disonorato la razza” e che sarà processato. Non c’è appello nè possibilità di far valere le sue ragioni. Da una parte c’è lui, un operaio tedesco armato solo di forza di volontà e di braccia, dall’altra ci sono l’ideologia, la difesa della razza, la pretesa superiorità di un popolo, un ipotetico e folle onore da tutelare ad ogni costo. Così decide di strappare la tessera del partito e di usare l’unica arma che ha, le sue braccia, per manifestare il dissenso. E si schiera, da solo, contro la più micidiale e spietata macchina da guerra che l’umanità abbia mai conosciuto. Solo. Ed approfitta di quel varo del 13 Giugno per far vedere allo stesso Fuhrer che lui, almeno lui, non è d’accordo. E ci riesce. L’unico a non tendere la mano in mezzo a centinaia di altri. Un gesto apparentemente insignificante che però viene notato e, grazie a dio, fotografato. Il gesto è piccolo ma troppo forte anche per la dittatura più feroce. Troppo rischioso lasciare che anche un uomo soltanto si permetta di non essere d’accordo. Da quel gesto in poi, come aveva immaginato, la sua vita subirà una tragica spirale di conseguenze. Licenziato, ridotto sul lastrico, processato, incarcerato per due lunghi periodi di rieducazione, che però non arriverà mai. Quando viene scarcerato è solo per essere mandato a combattere forzatamente come ultima risorsa umana disponibile, poco prima del crollo del Nazismo. E infine ucciso e sepolto insieme ad altre migliaia di soldati improvvisati e sconosciuti. Se non ci fosse stata questa foto sarebbe rimasto senza memoria e senza giustizia. Senza quel gesto sarebbe stata solo un’altra mano tesa fra le altre.
Il suo essere in disaccordo lo ha reso l’unico, in quel momento, degno di chiamarsi Uomo.
domenica 17 marzo 2013
Conoscere per comprendere: Cena Siriana
Venerdì sera abbiamo avuto l'opportunità , abbastanza rara, di conoscere da vicino la situazione siriana vissuta quotidianamente da migliaia di civili, di vedere coi nostri occhi le immagini, terribili e toccanti, di come la guerra civile stia distruggendo un popolo ed una civiltà , di parlare con chi in quel paese ha lasciato parenti ed amici e si dispera per far vedere al mondo cosa sta succedendo nella loro amata patria!
Grazie a Ussama Nahas Dannawi ed a tutti gli altri organizzatori per averci aperto gli occhi , e grazie a tutte le donne dell'associazione di aver cucinato per noi i loro piatti tipici per avvicinarci ancora di più alla loro cultura.
Vi metto il link dell'associazione per poter andare a scoprire la realtà della Siria ed anche per esser solidali con donazioni o partecipazioni ad eventi :
http://www.onsur.it/
Apriamo i nostri orizzonti,cerchiamo di conoscere il mondo oltre quello che vogliono farci credere/ vedere
Madrina
Grazie a Ussama Nahas Dannawi ed a tutti gli altri organizzatori per averci aperto gli occhi , e grazie a tutte le donne dell'associazione di aver cucinato per noi i loro piatti tipici per avvicinarci ancora di più alla loro cultura.
Vi metto il link dell'associazione per poter andare a scoprire la realtà della Siria ed anche per esser solidali con donazioni o partecipazioni ad eventi :
http://www.onsur.it/
Apriamo i nostri orizzonti,cerchiamo di conoscere il mondo oltre quello che vogliono farci credere/ vedere
Madrina
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