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mercoledì 9 aprile 2014

Vanclava: "per aspera ad astra"

Ci si alza presto... mooolto presto per andare in montagna a sciare in questa stagione, soprattutto nel fine settimana in cui il ritorno alla "legalità oraria" sottrae un'ora di sonno.
La fatica è ricompensata da una splendida traversata che il CAI sez. Savigliano è finalmente riuscito a portare a termine, dato che negli anni precedenti le condizioni non erano stati favorevoli.
Superato il Colle della Maddalena, sci ai piedi ci siamo diretti nell'ampio vallone che risale fino al colle di Vanclava, proprio sotto l'imponente mole dell'Oronaye.
La nostra méta era il monte Vanclava (2874 m), posto a confine tra la Valle Maira e la valle dell’Ubayette, situato a ridosso del Monte Oronaye (3100 m) in posizione panoramica tra i Monti Feuillas (2867 m) e Scaletta (2840 m).
Raggiungere la Vetta del Vanclava è stato fortunatamente possibile grazie a condizioni nevose favorevoli.
La discesa, però, l'abbiamo fatta lungo la Val Maira, scendendo fino a Chialvetta.
Goduriaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa piena!!!!!!!!
J.

martedì 25 marzo 2014

2 x 20 ! Auguriiii!

Alla nostra festeggiata rinnoviamo gli Auguri..
SEMPRE GGGIOVANE PINZAAAAAAAAA!


lunedì 4 luglio 2011

PARTY MULTIGEMELLARE

GRAN BAITA HOTEL, 2 LUGLIO 2011: Quegli eterni ragazzi dei gemelli (e i loro amici)

Parata di stelle all'happening più atteso dell'estate: i Casadei, i fratelli Guerrero, i Rodi Lovers, John Frank Hafner con le sue avvenenti conigliette, Rolli Platinette, FabrAmovich, il Premier e tanti altri che citarli tutti sarebbe impossibile.
Anche questa volta, forte dell'esclusiva Claramenteparlando sbaraglia la concorrenza di Chi, DiPiù ecc...
Non passerà inosservata una, come dire, assenza... lacuna... nella pur prestigiosa fotogallery: un caso di (auto)censura?

Gg







sabato 20 marzo 2010

NONU'S DAY




Se per il Leopardi il sabato era quasi domenica (La donzelletta vien dalla campagna/ In sul calar del sole…), per la fortissima cordata, tornata quartetto compatto ed invincibile (nei barun…), il venerdì è già domenica.
Il meteo promette di guastare il gran rientro di Jean Nonu, da tempo programmato per il solstizio di primavera? (data non casuale). E noi lo freghiamo anticipando di due giorni, tiè!
All’Evento non poteva mancare il presidente onorario, Zione Julius, che sta ai fabulous four (non i Beatles, cosa credevate?!) come il pastore alle pecorelle (un “pochetto” indisciplinate ma tanto affezionate).
Con queste premesse, a ragione la valle poteva solo essere la Varaita (sti ragazzi di Sangiu… W PIETRA!).
La montagna infrasettimanale sa regalare sensazioni impagabili di esclusiva, che ormai di rado concede negli affollati w-e sci alpinistici (eppure ai “comottiani” riesce ancora, malgrado le loro partenze quando il sole è ormai alto, o forse proprio per questo, perché gli altri sono già rincasati…).
E comunque, grande Nonu! Più guregn delle scorie di bioce… (mi sfugge il nome), dello zoccolo sotto le pelli, dell’umidità fiaccante e della nebbia impenetrabile. Ne è valsa la pena: lassù, in quota, ad attendere c’erano il sole e il cielo terso, i vicini Lubin e Cugulet, e il Re di Pietra, lieto di rivedere uno dei suoi sudditi devoti (ma quale retorica, è così e basta!).
Un ritorno che è stato anche l’occasione per battezzare “Punta Nonu” un panoramico ed aereo poggiolo - circa 2320 metri - tra il colle e la vetta del Rastcias.
D’obbligo il rito dello spumante prima della discesa, risultata divertente malgrado la ridottissima visibilità nella parte superiore (siano lodati gli alberi).
Una Gita che si rispetti approda (e prosegue) in piola, che per noi, quando si va in Val Varaita, ha un nome invitante: L’albero fiorito a Frassino (gradito preavviso telefonico: 0175-976241). Un ristorantino carino ed accogliente, cucina tipica di qualità e servizio curato ad un prezzo onesto.
E adesso sì che si può dire, anzi urlare: “BENTORNATO NONU!”.

Asnas

ps buona parte del fiotto di Brut è finito sul mio pile… 2 lavaggi, dico 2 mi ci son voluti per eliminare la puzza!!! Despiasent den Nonu…

SPOT ELETTORALE: se sei socio CAI della sezione di Savigliano, VOTA GIANGI (c’è tempo fino a venerdì prossimo).

lunedì 8 marzo 2010

UNFORGETTABLE EVENING









La salita sotto una stellata che nemmeno gli antichi,
La discesa sotto la neve come falene,
I compleanni di Mamy & Badola,
Il gemellaggio riuscito con i simpatici Sampeirotti,
Il colpo di teatro delle mimose alle Donne della nostra tavolata
E la malcelata invidia delle altre (omaggiate di rametti secchi),
Il mito delle lupe della Sardegna,
Una cena squisita, un servizio impeccabile (alla Baita Garneri)...

Grassie agli organizzatori - il nostro Nonu e la loro Manu - ed ai partecipanti.

Non resta che confidare nel bis.

martedì 22 dicembre 2009

DOVE ASSAPORARE LA VITA




Di lunedì a pranzo doveva essere, e così è stato. Ogni posto ha un rito, ad ogni rito il suo calendario.
Lo scenario era propizio: la disponibilità entusiasta degli amici, un pretesto (ma mica tanto), il paesaggio imbiancato, altra neve imminente nell’aria. E la piola giusta, cioè l’atmosfera.
Quella de “La locanda di Damawilù” (acronimo affettivo) a Pratoguglielmo, quattro case e un campanile pochi chilometri sotto Pian Munè. Non fosse per il passaparola di chi (Beppe Giuggia, Osvaldo Giri) in montagna ci va anche per la convivialità, difficilmente ne verresti a conoscenza. L’ha aperta nell’estate 2007 Sonia Mantovani, empatica e intraprendente signora milanese. Per 25 anni ha gestito un ristorante nella metropoli meneghina, quartiere Sant’Ambrogio. Un figlio d’arte rimasto all’ombra della Madunina. Non riuscendo ad immaginarsela pensionata, amici di Moncalieri le avevano segnalato (in verità quasi imposto) questo angolo della Valle Pò. Va da sé, non ci era mai stata. Per gran parte dell’anno è l’unica residente, sicché all’occorrenza il suo locale funge da farmacia, panetteria, drogheria, punto informativo e altro ancora a seconda delle esigenze dei villeggianti. Senza che l’abbiano votata, Sonia è assessore de facto al turismo: da Milano ha importato la“Fiera degli O bej O bej”, un mercatino di piccolo antiquariato, artigianato e dolciumi che si svolge il ponte dell’Immacolata e dove si mangiano frittelle. Va da sé, preparate da lei.
Giorni come il lunedì si sdoppia: cuoca e cameriera. In quelli di punta l’aiutano un signore ai fornelli e una ragazza ai tavoli. La cucina è al piano di sopra: infila i vassoi nel montacarichi, con sincronismo svizzero scende le scale a riceverli e li porta in tavola. Un menù genuino, che at gava la fam, tipico del territorio ma con rimandi alla provenienza della locandiera. Come il secondo che abbiamo mangiato noi: teneri sbocconcelli di lonza di maiale amalgamati nella verza, accompagnati da morbida polenta (la fanno sempre). Sonia lo definisce “un millesimo di cassoeula”, piatto tipico della tradizione lombarda. Per dolce, una panna cotta al cioccolato. I primi erano stati squisiti agnolotti aromatizzati con foglie di salvia ed una saporita zuppa di riso e verdure. Antipasti vari: affettati, peperoni al bagnetto verde, arrosto e lingua con salsa, lattuga al forno con fonduta. Acqua, vino e caffè. Servizio curato. Il prezzo non lo riportiamo: potreste non crederci, quindi provate.
Dice Sonia che i ritmi frenetici non le mancano, che si trova benissimo, che non si annoia affatto perché gli avventori non mancano e di cose da fare (e da inventarsi: la Fiera) ce ne sono tante. Autoironica, confessa che quando deve scendere a Paesana per compere le viene da dire “vado in città”. Serenamente stoica, racconta che la nevicata dello scorso Natale le seppellì 40 prenotazioni. Gli spazzaneve si erano dimenticati i tornanti che salgono a Pian Munè. Guardò suo figlio (venuto a darle una mano) e disse: “Quando mai ci è capitato di sederci a tavola in un dì di festa?”. Apparecchiarono lo stesso, loro due e una candela.
Pretende le si dia del tu e invita a prendersela comoda: la chitarra alla parete non è mero arredamento. Certo non la impugneresti per cantare, come Vasco, “odio di lunedì”.
Assaporare la vita è esercizio che richiede tempo. Ma gli amici, la montagna e la piola giusta te lo facilitano.

Gg

Postilla: sulla strada del ritorno siamo rimasti incolonnati proprio davanti a dove lavora Madrina. Spontanea l’esclamazione: “Facciamole una sorpresa!”. La sorpresa è stata apprendere che lei era in ferie…

LA LOCANDA di DAMAWILÙ, Frazione Pratoguglielmo, Paesana-Pian Muné, per prenotazioni tel. 0175.98.73.54/347.94.20.956, chiuso il lunedì sera e il martedì tutto il giorno.

martedì 29 luglio 2008

LE MIRABOLANTI GESTA DELLA FORTISSIMA CORDATA




E' con mucho gusto che torno a scribacchiare sul nostro caro Blog, quasi a disintossicarmi da CMR, EUR1, Lettere di Credito, dogane, Cargo Manifest ecc. ecc. (passato un mese, ancora non ho ben capito cosa diavolo sono...).
Dopo le buzzatiane Pale di San Martino giusto un anno fa, la Fortissima Cordata, rinforzatasi con l'innesto del maratoneta e ora pure sky runner Gubet in arte Gamel (da cursa), ha arricchito la sua prestigiosa bacheca con le spettacolari, aeree e panoramiche bocchette del Brenta.
Una traversata di indicibile soddisfazione nel cuore di un angolo incomparabile delle Dolomiti, dove il fascino della scoperta si è fuso con una gioia picaresca e goliardica.
Estasi, fatica sana, frizzi, lazzi (e lezzi, uh quanti..., ma non dovrebbero aver contaminato valli e vette del Brenta), piacevoli incontri lungo il cammino come negli accoglienti e graziosi rifugi (Elena/o Elena/mai scorderò quel quarto d'ora di simpatica e amabile conversazione post colazione/noi due soli senza oltraggio/tutti gli altri indaffarati a rimettersi in viaggio, sigh...), cene a base dell'ottima e molto proteica cucina trentina (gulash, canederli, e strudel, e sacher...) con vista sulle guglie colorate dal tramonto: questa la sostanza dell'esperienza di Jean Nonu e banda. Nonu che il mercoledì a Pinzolo non ha voluto saperne di scendere dalla macchina per via delle vestigia bianconere ovunque; ma che la domenica, a spasso per una Madonna di Campiglio animata da caghet milanesi con sprezzo del ridicolo - il piumino con 20 e passa gradi, la pasmina sulla polo maniche corte, e fermiamoci qui -calamitava sul suo sempre più ipertrofico ventre l'attenzione dei passanti grazie ad un'insulsa e blasfema t-shirt, raccogliendo pure consensi!...
Infine, unforgettable quando nella piazza centrale il leggendario Cesare Maestri si è fatto incontro ai nostri baldi eroi stringendo onoratissimo loro la mano e insieme hanno posato per le decine di fotografi che avevano mollato il raduno delle Ferrari. Il coronamento di una vita spesa per la montagna, ha poi dichiarato il barbuto e canuto alpinista ad una tv altoatesina.
Per concludere con un'indiscrezione sui progetti del 2009, pare che Messner sia disposto a fare carte false pur di avere ospite nel suo castello museale di Funes la Fortissima Cordata. Speriamo solo che non ce la rinchiuda. Per invidia.

Berg heil (a chi ci va e a chi non ci va e non sa quel che si perde).

Gg