venerdì 15 giugno 2012

Certe notti sono il sale della vita...

Ho atteso qualche giorno per raccontarvi il mio doppio appuntamento con i concerti di Bruce Springsteen, perchè i sentimenti, come il vino, necessitano di tempo per decantare, per sprigionare fino in fondo il sapore della  loro essenza.
Può forse parere retorica, o folli,a o paradosso, ma lo è solo per chi non lo ha mai provato.
Un concerto di Springsteen è un'esperienza indelebile, trascinante, coinvolgente, ma soprattutto si trasforma in un concentrato di emozioni che vanno ben oltre le sue canzoni.
A Milano Bruce ha suonato il secondo concerto più lungo della sua carriera: tre ore e 43 minuti senza sosta, senza interruzioni, senza flessioni.
Difficile, se non impossibile, descrivere a parole uno stadio strapieno, la band che arriva spinta dalle note di Morricone, e senza effetti stroboscopici, quando è ancora chiaro, accende gli entusiasmi del pubblico con un semplice "One-Two  - Three..."
L'inizio è dedicato al nuovo album "Wrecking Ball", migliore di "Working on a dream", enfatizzato dalla performance live che lo rende ancora più intenso.
Le emozioni iniziano a grondare su "My city of ruins", da sempre un pezzo che lascia vibrare il cuore, ma soprattutto ora. "manca qualcuno..." "manca qualcuno..." continua a chiedere Bruce.
Partono quindi gli applausi , e le lacrime per Danny e Clarence, due pilastri della E-street band che ci hanno lasciati.
"Posso sentirli nelle vostre voci"  dice Bruce in buon italiano : il boato di San Siro si trasforma  in tornado, e pare davvero che le nostre voci si siano alzate in cielo per farsi presenza viva di chi non c'è più.
Da quel momento abbiamo tutti capito che il concerto non sarebbe stato più lo stesso. Clarence è sostituito dal nipote, che gli assomiglia parecchio (e piace un sacco alle ragazzine!) e sfoggia talento, classe e grandi polmoni. Il resto del concerto scorre tra hit del passato e pezzi nuovi ("Jack of all trades" più l'ascolti e più di entra dentro), in un crescendo di emozioni, perchè i brani di Bruce non sono solo musica, ma energia, rabbia, profezia.
"Le luci della strada stanotte si fanno più tenui
Le pareti della mia stanza si restringono
Ma è bello vedere il tuo sorriso e sentire di nuovo la tua voce
Possiamo dormire nel crepuscolo in riva al fiume
Con una terra sconfinata e libera nei nostri cuori
E questi sogni romantici nelle nostre menti"
Il finale è indescrivibile. I bis sono dieci, praticamente un nuovo concerto.
Lui pare non voglia più smettere, tanta è l'adrenalina che la notte  porta con sè, ma soprattutto è l'esplosione di gioia e voglia di vita che trasuda dalla sua musica a trasformare davvero le note del rock in ali per volare dentro le emozioni della vita.

Dopo un'esperienza simile ho replicato con la data di Firenze, dove poter convivere questa esperienza con mia moglie, e la pioggia hanno reso la serata  indimenticabile.
Se qualcuno può dubitare che abbia visto due volte lo stesso concerto, forse non conosce Bruce.
Ben dieci le canzoni differenti, ma soprattutto un nuovo bagno di sensazioni che ti scavano dentro, e ti fanno ripercorrere gioie e dolori di una vita intera.
L'ultimo concerto di Bruce, prima di questa tournè, lo avevo visto a Torino nel 2009, ed era il giorno prima che iniziassi la chemioterapia.
Quel giorno ho giurato a me stesso che nulla sarebbe stato più come prima , se fossi guarito.
A distanza di tre anni,  Springsteen continua ancora di più ad essere la colonna sonora della mia vita, e devo ammettere che è davvero così.

"We made a promise we swore we'd always remember
No retreat, believe me, no surrender
Like soldiers in the winter's night with a vow to defend
No retreat, believe me, no surrender"!

Prossimo appuntamento a luglio: Londra !
Jean

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