venerdì 29 giugno 2012

Che classe!

Complimenti a "IL GIORNALE", uscito oggi con un titolo in prima pagina degno di un quotidiano nazionale di alto livello...
Giuro: non è un fotomontaggio! (forse invecchiando sto diventando eccessivamente tradizionalista - bacchettone, ma a me pare assurdamente eccessivo.)
J.



giovedì 28 giugno 2012

FANTASIA IN CUCINA

Geniale...
J.

Foliage & Run 5.30 a Dronero

Mostra fotografica dedicata al paesaggio autunnale della Valle Maira e singolare passeggiata per le vie di Dronero.





Sabato 30 giugno la mostra fotografica "Fogliage", fino ad ora ospitata a San Damiano Macra si trasferisce a Dronero, nella splendida cornice di Via Roma, grazie all’interessamento del Comune di Dronero e degli amici e commercianti de “l’Isola che…. c’è”.



Le splendide immagini saranno visibili fino all’autunno a qualsiasi ora del giorno e della notte, ammirabili a nasino all’insù, in una inedita sistemazione lungo la via.



L’esposizione sarà inaugurata sabato 30 giugno con una singolare iniziativa: la Run 5.30, una passeggiata per gli angoli più caratteristici della centro storico di Dronero con partenza in Via Roma alle ore 5.30 del mattino, circuito di due ore circa alla scoperta delle luci dell’alba che rischiarano la città.

Ritorno in Via Roma e ristoro “Benvenuta Salute” in strada, con frutta, torte, latte, yogurt a “km 0”. Commento a naso all’insù della mostra con intervento dell’autore.



Per maggiori informazioni: http://www.run530.it/

M.

mercoledì 27 giugno 2012

MEMORIE DI ADRIANO

Il soggetto non è il romanzo di Yourcenar, ma la rivisitazione in chiave jazz del repertorio di Adriano Celentano, in particolare del periodo del "Clan".
Protagonista è un incredibile sestetto, costituito da Peppe Servillo, voce e 'front man', Fabrizio Bosso, Javier Girotto, Rita Marcotulli, Furio Di Castri e Mattia Barbieri.
Dopo una tournè nazionale ed internazionale, ne è uscito un fantastico CD (oltre ad un DVD) che consiglio vivamente .
Da una "24 mila baci" strumentale, fino a grandissimi classici come "Azzurro", passando per "Un albero di trenta piani", " Una carezza un pugno", "Pregherò".
L'interpretazione di Servillo è magistrale, così come le atmosfere  create dai musicisti.


MEMORIE DI ADRIANO sarà "live" al Colosseo di Torino l'11 settembre, all'inetrno di MITO Settembremusica.
Prezzi € 5.
Imperdibbbile !
Jean
 


martedì 26 giugno 2012

Pollenzo Mon Amour

Qs sera primo appuntamento a Pulens !

A qs sera

M.

venerdì 22 giugno 2012

TIFOSI

A CHI CADE LA MASCELLA, A CHI CADE LA . . .






Efrem

giovedì 21 giugno 2012

venerdì 15 giugno 2012

Certe notti sono il sale della vita...

Ho atteso qualche giorno per raccontarvi il mio doppio appuntamento con i concerti di Bruce Springsteen, perchè i sentimenti, come il vino, necessitano di tempo per decantare, per sprigionare fino in fondo il sapore della  loro essenza.
Può forse parere retorica, o folli,a o paradosso, ma lo è solo per chi non lo ha mai provato.
Un concerto di Springsteen è un'esperienza indelebile, trascinante, coinvolgente, ma soprattutto si trasforma in un concentrato di emozioni che vanno ben oltre le sue canzoni.
A Milano Bruce ha suonato il secondo concerto più lungo della sua carriera: tre ore e 43 minuti senza sosta, senza interruzioni, senza flessioni.
Difficile, se non impossibile, descrivere a parole uno stadio strapieno, la band che arriva spinta dalle note di Morricone, e senza effetti stroboscopici, quando è ancora chiaro, accende gli entusiasmi del pubblico con un semplice "One-Two  - Three..."
L'inizio è dedicato al nuovo album "Wrecking Ball", migliore di "Working on a dream", enfatizzato dalla performance live che lo rende ancora più intenso.
Le emozioni iniziano a grondare su "My city of ruins", da sempre un pezzo che lascia vibrare il cuore, ma soprattutto ora. "manca qualcuno..." "manca qualcuno..." continua a chiedere Bruce.
Partono quindi gli applausi , e le lacrime per Danny e Clarence, due pilastri della E-street band che ci hanno lasciati.
"Posso sentirli nelle vostre voci"  dice Bruce in buon italiano : il boato di San Siro si trasforma  in tornado, e pare davvero che le nostre voci si siano alzate in cielo per farsi presenza viva di chi non c'è più.
Da quel momento abbiamo tutti capito che il concerto non sarebbe stato più lo stesso. Clarence è sostituito dal nipote, che gli assomiglia parecchio (e piace un sacco alle ragazzine!) e sfoggia talento, classe e grandi polmoni. Il resto del concerto scorre tra hit del passato e pezzi nuovi ("Jack of all trades" più l'ascolti e più di entra dentro), in un crescendo di emozioni, perchè i brani di Bruce non sono solo musica, ma energia, rabbia, profezia.
"Le luci della strada stanotte si fanno più tenui
Le pareti della mia stanza si restringono
Ma è bello vedere il tuo sorriso e sentire di nuovo la tua voce
Possiamo dormire nel crepuscolo in riva al fiume
Con una terra sconfinata e libera nei nostri cuori
E questi sogni romantici nelle nostre menti"
Il finale è indescrivibile. I bis sono dieci, praticamente un nuovo concerto.
Lui pare non voglia più smettere, tanta è l'adrenalina che la notte  porta con sè, ma soprattutto è l'esplosione di gioia e voglia di vita che trasuda dalla sua musica a trasformare davvero le note del rock in ali per volare dentro le emozioni della vita.

Dopo un'esperienza simile ho replicato con la data di Firenze, dove poter convivere questa esperienza con mia moglie, e la pioggia hanno reso la serata  indimenticabile.
Se qualcuno può dubitare che abbia visto due volte lo stesso concerto, forse non conosce Bruce.
Ben dieci le canzoni differenti, ma soprattutto un nuovo bagno di sensazioni che ti scavano dentro, e ti fanno ripercorrere gioie e dolori di una vita intera.
L'ultimo concerto di Bruce, prima di questa tournè, lo avevo visto a Torino nel 2009, ed era il giorno prima che iniziassi la chemioterapia.
Quel giorno ho giurato a me stesso che nulla sarebbe stato più come prima , se fossi guarito.
A distanza di tre anni,  Springsteen continua ancora di più ad essere la colonna sonora della mia vita, e devo ammettere che è davvero così.

"We made a promise we swore we'd always remember
No retreat, believe me, no surrender
Like soldiers in the winter's night with a vow to defend
No retreat, believe me, no surrender"!

Prossimo appuntamento a luglio: Londra !
Jean


mercoledì 13 giugno 2012

martedì 12 giugno 2012

Battuta del giorno...



Siam tutti #Cassano col cervello degli altri #euro2012


By Bottura 


M.

domenica 10 giugno 2012

Aosta_consigli per gli acquisti

Per la serie consigli per gli acquisti :

Se vi piace il formaggio in generale , e la fontina in particolare, e se vi capita di esser dalle parti di Aosta vi consiglio vivamente Chez Duclos, una tappa poco turistica a pochi km dal centro di  Aosta .
I titolari, marito e moglie , son simpatici e disponibili , vi fanno assaggiare tutta la loro produzione e se volete fare scorta ve lo imbustano sottovuoto, prezzi assolutamente convenienti.




PS : X jean si potrebbe pensare anche ad un GAS ...:)


M.

Tennis

Errani humanum est Luca Bottura

sabato 9 giugno 2012

Il Morsetto contro la crisi

Vi consiglio vivamente un agriturismo dove abbiamo cenato questa sera :


Agriturismo Il Morsetto - Via San Grato, 68 - 12039 VERZUOLO (CN) - Tel / Fax:  +39 0175 86.377 info@agriturismoilmorsetto.com www.agriturismoilmorsetto.com


menù da 20 ,25 , 30 € con compresi i vini dell'agriturismo 


Nel nostro menù da 20 € c'era:
Vitello Tonnato ( salsa fatta in casa divina )
Sformato di Asparagi con crema al raschera 
Maltagliati al ragù di Salsiccia (fatti in casa , molto buoni)
Arrosto di maiale con patate e carote
Ananas e fragole e semifreddo al torrone
Acqua e vini 


Ottimo rapporto qualità prezzo 


Il locale poi è veramente carino, soprattutto se si riesce a mangiare nel bel dehor con vista piscina 


E se nn riuscite più a guidare o fate una cena romantica ci son le stanze :)


Superconsigliato


M.




venerdì 8 giugno 2012

Armadi e proprietari di armadi



Il fotografo Pietro Baroni ha chiesto ad alcune persone a Milano di fargli ficcare il naso tra le loro cose


Progetto carino di fotografia , pare che dall'armadio si capisca la personalità di una persona ...:)


Pietro Baroni è un fotografo nato a Milano nel 1977 . Si è laureato in Scienze naturali con una tesi sui leoni in Tanzania. Ha fatto la guida turistica, ha viaggiato molto e ora si dedica esclusivamente ad arte e fotografia

M.


Una Piccolina gigantesca!


E con Masha vada come vuole la sua impresa l'ha fatta!
Grandissima!
PS:il campo rosabarbie nun se po' vedè! :)
M.

mercoledì 6 giugno 2012

Restituisco i biglietti per il concerto di Springsteen

No, ragazzi, non sono io a farlo.
Io i miei li ho comprati(e stra-pagati!) per Milano, mentre mi son stati regalati (da mia moglie!!) per Firenze.
A restituirli sarà Marco Cappato, consigliere comunale RADICALE(!!!) che li ha ricevuti dal Comune di Milano.
Leggi la notizia completa QUI:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/05/springsteen-restituisco-i-biglietti-omaggio-ma-la-trasparenza/252681/
Jean

martedì 5 giugno 2012

Battuta del giorno



Berlusconi vuole sapere se le femmine dei Maya sono Mayale.


by Signora Losaccio ‏@LoSaccio





I fratelli Blues tornano al cinema !

"Sono 126 miglia per Chicago. Abbiamo il serbatoio pieno, mezzo pacchetto di sigarette, è buio, e portiamo tutt'e due gli occhiali da sole"


The Blues Brothers, John Landis, 1980




lunedì 4 giugno 2012

ZILLI

Concerto di Nina Zilli.
Bellissima,
Bravissima.
Consigliatissima !

Donne, leggerezza in busta paga ( Ma vah ???)

..più brave ma sempre meno pagateAnche le lavoratrici colte e preparate hanno stipendi più bassi degli uomini, fino al 37 per cento in meno. Ecco perchédi LUISA GRION Da Repubblica.it

E' il momento di alzare la voce QUI non si tratta della casalinga di Voghera o della ragazza del Sud che la famiglia costringe a casa dopo la licenza media. Qui si tratta di "upper class", di gioventù ricca e colta, di ragazzi e di ragazze che possono scegliere cosa studiare e dove studiare, che provengono da famiglie ad alto reddito e che sono figli della classe "professionale, dirigente, innovativa" di una città come Milano. La punta avanzata dell'evoluzione sociale, dunque. Eppure anche lì, anche in quel contesto che dovrebbe essere immune dalle disparità di sesso, le donne guadagnano meno degli uomini. Lavorano, non stanno a casa, sono autonome nella vita come nel reddito, ma la loro busta paga è inevitabilmente più leggera di quella del partner, dell'amico o del fratello. Mediamente più leggera del 37 per cento. Anche se a scuola hanno sempre ottenuto i voti migliori, anche se si sono laureate in tempi più stretti, anche se al liceo sono risultate delle autentiche schegge in matematica e fisica. Perché non è vero che le ragazze brillano solo nelle materie letterarie: surclassano i compagni anche in quelle tecniche.

Eppure niente ferma la disparità salariale fra maschi e femmine: non c'è reddito, provenienza sociale o territoriale che tenga. Il fatto nuovo è che spesso - dietro ai risultati ottenuti in questi contesti privilegiati - ci sono scelte effettuate dalle donne stesse. E' quanto indica
lo studio "Il gap salariale nella transizione tra scuola e lavoro" 1 pubblicato dalla Fondazione Rodolfo Debenedetti 2.
Una lettura che parte da un presupposto finora poco considerato: le donne guadagnano di meno perché al momento della scelta della facoltà, si orientano verso studi umanistico-letterari destinati a condurle verso professioni scarsamente retribuite. E lo fanno di testa loro, nonostante i brillanti risultati scolastici permetterebbero alle ragazze di "volare" anche in indirizzi considerati tipicamente maschili (e legati a professioni più redditizie) come ingegneria, economia o matematica. Una decisione non da poco, visto che l'analisi della Fondazione Debenedetti dimostra che la scelta del percorso universitario spiega per un terzo la differenza di reddito fra uomini e donne.
Lo studio - che sarà presentato nella Conferenza europea "Le diverse dimensioni della discriminazione" in calendario a Trani per il 9 giugno (chi volesse iscriversi può farlo all'indirizzo mail info@frdb.org) - considera volutamente un campione di laureati molto ben caratterizzato. Sono stati presi in considerazione i ragazzi diplomati in 13 licei classici e scientifici di Milano tra il 1985 e il 2005 che hanno poi proseguito gli studi nelle 5 Università cittadine. Trentamila brillanti giovani provenienti da brillanti famiglie, oggi già inseriti nel mercato del lavoro e immuni dai freni che stanno agendo sull'"ascensore sociale" italiano (quello che fino a poco tempo fa permetteva ai figli di raggiungere condizioni di vita, studio, reddito e lavoro migliori rispetto a quelle dei genitori). Loro sul tetto ci sono già.
Le conclusioni positive dell'indagine, va detto, sono almeno due: il sesso non pesa in termini di occupazione perché la differenza fra maschi occupati e donne occupate non va oltre il 7 per cento. Né le donne decidono come proseguire gli studi in base alle prospettive di un futuro matrimonio "ricco". Si potrebbe presumere - considera il rapporto - che gli uomini più spinti alla carriera e all'inseguimento di un alto reddito, pensino sia meglio sposare una donna che, avendo scelto studi umanistici, sia più propensa a professioni meno competitive e meno pagate e più interessata alla gestione della famiglia. Ma, almeno fra i ragazzi e le ragazze della Milano "bene", guardando ai numeri, ciò non sembra avvenire.
Ciò che avviene, invece, è che con costanza sorprendente le donne rifuggono dalle facoltà legate a lavori a più alto reddito. Lo studio le indica con chiarezza: medicina, ingegneria, economia, matematica. Medicina a parte (dove le quote femminili e maschili si eguagliano) le facoltà più "redditizie" sono state scelte dal 65 per cento dei ragazzi del campione e da solo il 20 per cento delle ragazze. Gli indirizzi legati alle professioni peggio remunerate (Scienze dell'educazione, Scienze umanistiche, Architettura e design) sono stati invece scelti dal 35 per cento delle femmine e dal 10 per cento dei maschi.

Cosa c'è dietro queste decisioni? Lo studio individua due possibili motivazioni, anche se difficilmente misurabili perché legate a caratteristiche individuali. Le donne sono meno competitive dei maschi (il livello di competitività è stimato tenendo conto della propensione ad esercitare attività sportive), sono - in genere - più attente al prossimo (attitudine rilevata in base alla partecipazione ad attività di volontariato) e comunque scarsamente votate alla ricerca di un lavoro a tutti i costi ben pagato. Pesa il ruolo che si sentono in dovere di coprire nella famiglia e quindi - ancora una volta - pesa la mancanza di infrastrutture e welfare che permettano alle donne di dedicarsi al lavoro senza preoccuparsi dei bambini e degli anziani. Pesa, probabilmente, anche un gap di autostima.

Comunque sia - precisano gli autori del rapporto - colpisce come il "gap salariale fra uomini e donne persista persino in un gruppo socio-economico relativamente benestante e istruito come quello dei licei milanesi". Se è così in quell'ambiente protetto, figuriamoci nel resto del Paese. Lì il problema sta a monte: le donne che lavorano sono ancora troppo poche e gli ultimi dati sulla disoccupazione femminile rilevati dall'Istat fanno capire che le nuove generazioni sono più penalizzate delle vecchie (al Sud è disoccupato quasi il 52 per cento delle ragazze fra i 15 e i 24 anni). Quando poi lavorano le donne italiane, a parità di ruolo e di orario guadagnano mediamente il 16,4 per cento in meno rispetto ai colleghi maschi.

Ora gli allarmi s'inseguono e s'inseguono anche le promesse: nell'ultima relazione annuale la Banca d'Italia ha ribadito che la ripresa del Paese deve necessariamente passare attraverso la soluzione della questione femminile. E il governo Monti, pochi giorni fa, si è impegnato a far sì che entro il 2016 non esista più, a parità di ruolo, alcuna disparità di stipendio.

M.
 

domenica 3 giugno 2012

Sciare a giugno...

Una levataccia
Buona compagnia
Un'ora e mezza di auto
ed anche a giugno si va a sciare !!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Non ci avrei mai creduto, in questa pazza stagione ricca di sorprese meteo, ma ci siamo riusciti !







Jean